Un QI di 100 indica la media dei coetanei a qualsiasi età
Il QI della WAIS e di altri test è un punteggio standard che indica la posizione all’interno di un gruppo della stessa età. Un QI di 100 corrisponde quindi circa alla media dei coetanei sia a 20 sia a 70 anni.
Nella WAIS-IV italiana, i punteggi grezzi dei subtest vengono convertiti in punteggi ponderati mediante tabelle normative per fascia d’età; da questi si ricavano i punteggi degli indici e il Quoziente Intellettivo Totale (QIT). Per questo, lo stesso punteggio grezzo in un subtest può essere convertito in punteggi ponderati diversi in fasce d’età differenti.
Due persone di età diversa con lo stesso QI corretto per l’età non hanno quindi necessariamente fornito lo stesso numero di risposte corrette o completato la stessa quantità di lavoro. Il QI non coincide con la prestazione grezza nel compito: esprime la posizione rispetto ai coetanei. Il rapporto tra valore e posizione è spiegato in che cosa significa un punteggio di QI.
Le capacità cognitive cambiano con tempi diversi
Con l’età non si riduce tutta l’intelligenza nella stessa misura: cambia l’equilibrio del profilo cognitivo. In uno studio su circa 30 compiti cognitivi, il periodo di massima prestazione variava dalla tarda adolescenza ai sessant’anni. Non esiste quindi un’unica età di picco per l’intera intelligenza.
| Capacità | Periodo di prestazione elevata nei compiti rappresentativi | Cambiamento medio successivo |
|---|---|---|
| Velocità di elaborazione (Gs) | Dalla tarda adolescenza ai primi vent’anni | Tende a ridursi già nelle prime fasi dell’età adulta |
| Ragionamento fluido (Gf) | Nel corso dei vent’anni | Si riduce gradualmente la prestazione nei problemi che richiedono di comprendere regole e relazioni nuove |
| Elaborazione visuospaziale (Gv) | Nel corso dei vent’anni | Tende a ridursi nei compiti che richiedono rotazione, relazioni spaziali e composizione |
| Memoria di lavoro (Gwm) | Dalla fine dei vent’anni ai primi trent’anni | Tende a ridursi nei compiti in cui al mantenimento si aggiungono manipolazione e aggiornamento |
| Intelligenza cristallizzata (Gc) | Tra i 50 e i 60 anni | Può crescere fino alla mezza età e oltre, iniziando a ridursi più tardi |
Questi intervalli non indicano un’unica età di picco fissa per ciascuna capacità, ma i periodi osservati in compiti rappresentativi.
Rapidità, ragionamento su problemi nuovi e manipolazione delle informazioni cambiano prima
Nella velocità di elaborazione (Gs), i cambiamenti emergono prima nei compiti che richiedono di scegliere tra più alternative, confrontare elementi o associare simboli rispetto alla semplice rapidità di reazione a un segnale. Con un limite di tempo breve, si può comprendere correttamente il compito ma riuscire a completare meno elementi.
Anche il ragionamento fluido (Gf) tende a ridursi gradualmente dopo la giovane età adulta. Il cambiamento emerge nei compiti che richiedono di trovare una regola in un problema mai visto o confrontare simultaneamente più condizioni.
Nella memoria di lavoro (Gwm), la riduzione tende a essere maggiore quando al semplice mantenimento per un breve periodo si aggiunge la necessità di invertire, riordinare o aggiornare le informazioni. Anche nell’elaborazione visuospaziale (Gv), il cambiamento emerge nei compiti che richiedono non soltanto di distinguere una forma, ma di ruotarla mentalmente, ricostruire l’insieme a partire dalle parti o gestire contemporaneamente più rapporti di posizione.
Vocabolario e conoscenze possono crescere fino alla mezza età e oltre
L’intelligenza cristallizzata è la capacità di usare il vocabolario, le conoscenze generali e i concetti acquisiti attraverso apprendimento ed esperienza per comprendere e spiegare. Poiché le conoscenze continuano ad accumularsi anche nell’età adulta, segue un andamento diverso dalla velocità di elaborazione e dal ragionamento fluido.
In uno studio sulle prestazioni lessicali dai 18 agli 89 anni, i risultati in più compiti di vocabolario sono aumentati fino a circa 64–66 anni, per poi iniziare a ridursi. Anche l’insieme delle capacità cristallizzate cresce mediamente fino ai sessant’anni.
Di conseguenza, nel profilo cognitivo medio dalla mezza età in poi, vocabolario e conoscenze acquisiti tendono a conservarsi a un livello relativamente più alto rispetto alla rapidità di elaborazione o alla capacità di risolvere problemi nuovi. Il cambiamento nella velocità di elaborazione non va letto come un calo uniforme di tutta l’intelligenza: bisogna distinguere la posizione tra i coetanei dall’equilibrio tra le diverse capacità.
Anche nella versione italiana di BrainTypeIQ, il calcolo dei punteggi tiene conto delle tendenze legate all’età osservate per Gf, Gv, Gwm e Gs, sulla base della taratura della versione giapponese. La versione italiana usa un sistema provvisorio di calcolo dei punteggi adattato dalla versione giapponese e sta accumulando dati propri in italiano.