Caratteristiche frequenti quando la velocità di elaborazione è bassa
Quando la velocità di elaborazione è bassa, il rallentamento emerge più facilmente nelle operazioni semplici di verifica, confronto e trascrizione ripetute molte volte in poco tempo che nelle attività incentrate su contenuti difficili da comprendere.
- Cercare ogni volta un elemento in un elenco richiede tempo e rende difficile smaltire molte email o pratiche
- Trascrivere numeri, date o codici da un PDF o da un’email obbliga a confrontarli ripetutamente con la fonte
- Leggere un documento, ascoltare, prendere appunti e rispondere nello stesso momento può rendere difficile tenere il passo
- Il procedimento di un esercizio è chiaro, ma il tempo disponibile non basta per arrivare alla fine della prova
- Una singola attività viene eseguita correttamente, ma ritmo e precisione diminuiscono quando aumenta il numero di operazioni
Comprendere un contenuto e riuscire a elaborarne una grande quantità in un tempo limitato sono capacità diverse. Si può ragionare a fondo su questioni complesse e, allo stesso tempo, sembrare lenti quando aumentano le operazioni di controllo e inserimento.
Nella WAIS-IV italiana l’Indice di Velocità di Elaborazione (IVE) si basa sulle prove fondamentali Ricerca di simboli e Cifrario: bisogna cercare simboli, confrontarli con un modello o scrivere rapidamente il segno associato. In questo contesto, la velocità di elaborazione indica la capacità di osservare, cercare, confrontare e rispondere secondo una regola prestabilita, mantenendo rapidità e precisione. La velocità di elaborazione (Gs) spiega più in dettaglio perché questa capacità è più circoscritta della generica “prontezza mentale”.
Separare il tempo della decisione da quello delle operazioni successive
Per capire perché un lavoro procede lentamente, occorre anzitutto distinguere la fase in cui si decide da quella che viene dopo.
| Dove si impiega tempo | Come si manifesta |
|---|---|
| Prima della decisione | Le informazioni necessarie o i criteri non sono chiari, perciò non si riesce a stabilire la risposta o la direzione da seguire |
| Dopo la decisione | La risposta è già definita, ma richiedono tempo la ricerca dei materiali, il confronto, l’inserimento e la verifica |
La velocità di elaborazione incide più facilmente sulla seconda fase. Se gran parte del tempo viene assorbita da ricerca, confronto, trascrizione e controllo dopo che la decisione è già stata presa, bisogna creare un processo in cui non si debba cercare, non si debba ricopiare e non si debba decidere due volte la stessa cosa.
Per distinguere anche l’avvio, la ripresa dopo un’interruzione, il passaggio dall’idea al risultato e il momento in cui considerare concluso un lavoro, si può consultare perché il lavoro non procede anche quando si comprende che cosa fare.
Creare un sistema per non cercare, non ricopiare e non decidere due volte
Quando le operazioni successive alla decisione sono numerose, l’obiettivo non è eseguirle più velocemente, ma ridurne il numero.
| Obiettivo | Modifica concreta |
|---|---|
| Non cercare | Stabilire una fonte e una posizione fisse per le informazioni, affiancare i materiali da confrontare e raggruppare attività dello stesso tipo |
| Non ricopiare | Eliminare le trascrizioni con importazione da CSV, compilazione automatica, formule nei fogli di calcolo e campi a selezione |
| Non decidere due volte | Conservare criteri decisionali, testi standard, modelli e regole di verifica per riutilizzarli |
Modelli e automazioni vanno valutati in base alla riduzione effettiva degli inserimenti manuali e delle decisioni ripetute, non al semplice fatto che siano stati introdotti. Il confronto deve riguardare il tempo complessivo, comprese verifiche, correzioni e rilavorazioni, non soltanto il tempo di esecuzione iniziale.
Se organizzazione, spiegazione, analisi o progettazione sono punti di forza consolidati, ciò che è stato deciso una volta può diventare un criterio, un modello, una formula o una regola di controllo. In questo modo il punto di forza diventa un sistema che riduce le operazioni ripetitive successive. Quando un’elevata comprensione verbale si accompagna a una velocità di elaborazione più bassa, ICV alto e IVE basso descrive più concretamente questa combinazione.
La pratica rende più veloci soprattutto nell’attività esercitata e in quelle molto simili. Per velocizzare il lavoro, è quindi più efficace rendere più brevi e meno soggette a errori le procedure, i confronti e gli inserimenti ricorrenti, anziché affidarsi a un allenamento astratto.