Nell’ADHD non emerge un unico profilo di QI. Nei dati di gruppo, l’Indice di Memoria di Lavoro (IML) è mediamente un po’ più basso; l’Indice di Velocità di Elaborazione (IVE) non lo è in modo uniforme. Nella vita quotidiana, la difficoltà più evidente può essere invece la continuità dell’esecuzione.
Nei gruppi studiati il QI è nella media, con un IML leggermente più basso
In una meta-analisi di WAIS-IV e WISC-V, il QI totale e gli indici di comprensione verbale, ragionamento, memoria di lavoro e velocità di elaborazione dei gruppi con ADHD rientravano tutti nella media. Il risultato più costante era una lieve riduzione dell’IML: 95,2 negli adulti e 93,7 nei bambini, rispetto alla media normativa di 100.
Negli adulti, le medie erano 98,4 per il QIT, 102,1 per l’ICV e 99,7 per l’IRP. Sono valori di gruppo: il QI individuale può essere basso, medio o alto, e capacità verbali o di ragionamento elevate possono convivere con l’ADHD. ADHD e memoria di lavoro approfondisce che cosa può significare un IML relativamente basso nella vita quotidiana.
L’IVE non è sempre basso: varia soprattutto la prestazione
Nella stessa meta-analisi, l’IVE medio era 96,2 negli adulti e 92,3 nei bambini, quindi ancora nella fascia media. Negli adulti non risultava nettamente più basso del ragionamento all’interno del profilo; nei bambini non emergeva una differenza significativa rispetto al ragionamento fluido.
Più che una lentezza costante, nell’ADHD può emergere una maggiore variabilità da un tentativo all’altro. Una meta-analisi sui tempi di risposta ha rilevato risposte più variabili; tenendo conto di questa variabilità, la differenza nella velocità media non rimaneva.
La variabilità dei tempi di risposta e l’IVE misurano fenomeni diversi. Perciò un IVE nella media può accompagnarsi, nello studio o nel lavoro, all’alternanza fra momenti rapidi e arresti. ADHD e velocità di elaborazione distingue la velocità della singola operazione dal tempo perso in interruzioni, riprese e correzioni.
Un risultato medio alla WAIS può convivere con difficoltà quotidiane
Durante la WAIS, il professionista presenta un compito alla volta e ne gestisce inizio e fine. Nella vita quotidiana bisogna invece scegliere l’obiettivo, iniziare, tornare al compito dopo un’interruzione e controllare l’avanzamento fino alla scadenza.
Anche con IML e IVE medi, quindi, si può perdere un’informazione mentre l’attenzione si sposta, impiegare molto tempo per iniziare, smarrire il punto raggiunto o non mantenere lo stesso ritmo fino alla conclusione. La differenza tra capacità osservata nel test ed esecuzione quotidiana è spiegata in profilo cognitivo disomogeneo e difficoltà quotidiane.
Collega il profilo alle condizioni in cui nasce la difficoltà
| Risultato | Condizioni da esaminare |
|---|---|
| IML relativamente basso | Più istruzioni orali, risultati intermedi da ricordare, ripresa dopo un’interruzione |
| IVE relativamente basso | Ricerca visiva, trascrizione, confronto, scrittura e limiti di tempo |
| IML e IVE nella media | Avvio, priorità, variazioni del ritmo, interruzioni e completamento entro la scadenza |
Prima si legge il punteggio rispetto alle persone della stessa età, poi rispetto alle altre capacità dello stesso profilo. Il passaggio decisivo è confrontarlo con le condizioni in cui l’esecuzione quotidiana diventa instabile. Come leggere i risultati WAIS spiega le differenze tra indici e subtest.
Il valore del profilo non sta nel riconoscere una forma tipica dell’ADHD, ma nel capire dove si perde continuità e quale cambiamento può ridurre quel carico.